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PillolART

arriva una boccetta carica di...ARTE
"Tiziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto: poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita"  (Marco Boschini, 1674).
Moriva a Venezia, stroncato dalla peste, il 27 agosto 1576 il più grande pittore di Venezia, universalmente riconosciuto come tale: Tiziano Vecellio da Pieve di Cadore.
Allievo di Giovanni Bellini prima e aiutante di Giorgione poi, partecipa nel 1511 alla decorazione della Basilica del Santo a Padova. Dei suoi ”Miracoli di Sant’Antonio” parlò entusiasticamente il Longhi (1946): ”Tiziano giovane sgombra pienamente la timidezza del Giorgione; ora la stesura delle forme non avviene più sul filo dei volumi e dei piani, ma per matura composizione di gesti liberi e profondi”. 
Il talento evidenziato in giovinezza, caratterizzato dalla riscoperta e riproposizione dell’antico in chiave moderna per mezzo del colore, fu la chiave per arrivare prima nella corte pontificia, poi in quella estense. Di incredibile impatto furono soprattutto i primi dipinti profani.
Venezia e l’Europa sono puntellate dalle sue opere, dalle pale d’altare ai ritratti privati. Tiziano seppe sempre essere un innovatore di se stesso e, forse per questo, la sua fama non subì flessioni durante il corso della sua lunghissima vita (nacque tra il 1485 e il 1490 circa).
Consapevoli di non poterne racchiudere la grandezza in una pillola, auspichiamo che questo brevissimo profilo possa, almeno, incuriosire e portare all’approfondimento, per altre vie, di una delle personalità più importanti di tutta la storia dell’arte.
Nell’immagine: Tiziano Vecellio, “Maddalena Penitente”, Firenze, Palazzo Pitti.

"Tiziano veramente è stato il più eccellente di quanti hanno dipinto: poiché i suoi pennelli sempre partorivano espressioni di vita"  (Marco Boschini, 1674).

Moriva a Venezia, stroncato dalla peste, il 27 agosto 1576 il più grande pittore di Venezia, universalmente riconosciuto come tale: Tiziano Vecellio da Pieve di Cadore.

Allievo di Giovanni Bellini prima e aiutante di Giorgione poi, partecipa nel 1511 alla decorazione della Basilica del Santo a Padova. Dei suoi ”Miracoli di Sant’Antonio” parlò entusiasticamente il Longhi (1946): Tiziano giovane sgombra pienamente la timidezza del Giorgione; ora la stesura delle forme non avviene più sul filo dei volumi e dei piani, ma per matura composizione di gesti liberi e profondi”. 

Il talento evidenziato in giovinezza, caratterizzato dalla riscoperta e riproposizione dell’antico in chiave moderna per mezzo del colore, fu la chiave per arrivare prima nella corte pontificia, poi in quella estense. Di incredibile impatto furono soprattutto i primi dipinti profani.

Venezia e l’Europa sono puntellate dalle sue opere, dalle pale d’altare ai ritratti privati. Tiziano seppe sempre essere un innovatore di se stesso e, forse per questo, la sua fama non subì flessioni durante il corso della sua lunghissima vita (nacque tra il 1485 e il 1490 circa).

Consapevoli di non poterne racchiudere la grandezza in una pillola, auspichiamo che questo brevissimo profilo possa, almeno, incuriosire e portare all’approfondimento, per altre vie, di una delle personalità più importanti di tutta la storia dell’arte.

Nell’immagine: Tiziano Vecellio, “Maddalena Penitente”, Firenze, Palazzo Pitti.

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